Aprile 2015

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ULTIME NEWS

 

 URBANISTICA – EDILIZIA

  La natura conformativa del vincolo a verde pubblico rende necessaria la determinazione dell’indennità di espropriazione e occupazione sulla base del valore di mercato pieno.

 

 La Corte di Cassazione ha riaffermato la natura conformativa del vincolo a verde pubblico, con conseguente necessità di determinare l’indennità di espropriazione e di occupazione – ai sensi della sentenza della Corte Costituzionale n. 181/2011 – sulla base del valore di mercato pieno, considerando che all’interno della categoria dei suoli inedificabili rileva la possibilità di utilizzazioni intermedie tra l’agricola e l’edificatoria (parcheggi, depositi, attività sportive o ricreative, chioschi ecc.) purché assentite in conformità alla vigente normativa. E’ quanto stabilito in un giudizio patrocinato dall’Avv.to Vittorio Chierroni.

 

COMPRAVENDITA IMMOBILIARE

 Responsabilità del venditore che sia anche costruttore del bene compravenduto

 

 Il Tribunale di Siena ha accolto la richiesta di risarcimento danni formulata da un privato nei confronti di una società che aveva prima costruito e poi venduto la villetta oggetto del contratto e che era risultata affetta da alcuni vizi quali umidità, rottura di muretti e pavimenti esterni, malfunzionamento dell'impianto di adduzione del gas.

 

A tal fine, la sentenza afferma il principio per il quale il venditore risponde ai sensi dell'art. 1669 c.c. anche laddove pur non avendo materialmente eseguito i lavori (in concreto subappaltati ad imprese terze) se ne sia comunque assunto la responsabilità nei confronti dell'acquirente.

 

Inoltre, il Tribunale di Siena ha riconosciuto la natura di vizi gravi legittimanti l'azione ex art. 1169 c.c. anche dei richiamati problemi di umidità, di rottura di muretti e pavimenti esterni, di malfunzionamento dell'impianto di adduzione del gas.

 

 La sentenza ha infine affermato il principio in base al quale quando tali problematiche rendono l'immobile di fatto non abitabile, il danno da risarcire deve comprendere oltre ai ripristini ed al suo minor valore, anche il ristoro del danno conseguente al suo mancato sfruttamento e/o utilizzo per tutto il tempo in cui non è stato abitabile. Il giudizio è stato patrocinato dall'Avv. Tullio D'Amora.

 

DANNI DA URANIO IMPOVERITO 

Obbligo di motivazione. Principio del "one shot" temperato.


Il TAR della Toscana, accogliento un ricorso proposto dall’Avv. Ivan Marrone, ha annullato un diniego di indennizzo per danni causati dall'esposizione ad uranio impoverito opposto dal Ministero della Difesa ad un militare impiegato in missioni all'estero e, per la prima volta in Italia, ha condannato il Ministero a rilasciare entro 30 giorni il provvedimento di accoglimento dell’istanza e, quindi, di concessione dell’indennizzo.


ESPROPRIAZIONI PER PUBBLICA UTILITA'

Indennità di asservimento da elettrodotto-legittimazione; valutazione

 

La convenzione stipulata solo tra alcuni dei soggetti che hanno attuato la procedura espropriativa non può escludere la legittimazione passiva degli altri soggetti intervenuti attivamente nel procedimento amministrativo, nè il comportamento attivo di uno di detti soggetti può configurare una sua legittimazione esclusiva piuttosto che concorrente.

Le indennità di asservimento e di occupazione temporanea per realizzazione di elettrodotto, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 181/2011 devono essere liquidate tenendo conto del valore venale delle aree asservite in funzione delle loro possibili utilizzazioni.

E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione in giudizio patrocinato dall'Avv. Vittorio Chierroni.


PUBBLICO IMPIEGO

 Dipendenti delle camere di commercio, contratto a tempo determinato, risarcimento danno da contratto a termine illegittimo e diritto al premio incentivante.


Il Giudice del Lavoro di Firenze, con due sentenze della fine di marzo e dei primi di aprile, ha accolto due ricorsi proposti dallo Studio Legale Lessona, stabilendo il diritto di due dipendenti a tempo determinato di una Camera di Commercio al risarcimento dei danni da contratto a termine illegittimo, nella misura di 15 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, ed alla corresponsione del premio incentivante in misura analoga a quella dei dipendenti a tempo indeterminato in ossequio al principio di non discriminazione